Una grazia moderna e sensitiva: il Ballo di Ninfe di Donato Creti, il ‘Watteau bolognese’

CICLO: Messi in luce. Dipinti e sculture di Palazzo Venezia
RELATORE: Anna Maria Ambrosini Massari
DATA: giovedì 15 dicembre, ore 18.00
LUOGO: Sala del Refettorio

Donato Creti, attivo nella prima metà del Settecento, proiettato per le sue qualità, dal contesto della tradizione pittorica bolognese di appartenenza, sulla ribalta del nuovo gusto internazionale, venne paragonato dallo studioso Roberto Longhi al francese Antoine Watteau, supremo rappresentante del gusto cosiddetto rococò. Creti, che ancora per Longhi fu "primo pittore di Bologna ai suoi tempi nel genere s'intende idillico e delicatamente immaginoso", deve la sua più intima e peculiare caratterizzazione ad opere come questa conservata a Palazzo Venezia, realizzata nel 1724 per il cardinale Tommaso Ruffo e talmente apprezzata da valergli l’onorificenza di Cavaliere dello Speron d’Oro.  

Biografia

È professoressa ordinaria di Storia dell’Arte Moderna presso l’Università di Urbino, Carlo Bo; direttrice del Centro di ricerca dell’Università di Urbino, InArtS (International Art Sources: Digital Humanities for Urbino Renaissance); membro dei collegi di Dottorato in Studi comparati dell’Università di Roma, Tor Vergata e in Storia dell’Arte di Siena; di diversi comitati scientifici (Palazzo Ducale, Galleria Nazionale delle Marche, Urbino; Fondazione Federico Zeri, Università di Bologna; dal 2017 al 2019 di quello per la riqualificazione delle aree colpite dal sisma (MIBAC e Regione Marche); socia dell’Accademia Raffaello di Urbino e della Fondazione Cassa di Risparmio di Pesaro; membro del Comitato Arte-Cultura di Confindustria Pesaro-Urbino. Le sue ricerche si sono sviluppate a partire da temi legati al territorio, in particolare tra Marche e Bologna, tra Cinque e Seicento: da Raffaello a Federico Barocci, a Simone Cantarini, e su pittura, grafica, storiografia e collezionismo. Le si devono numerose pubblicazioni e la curatela di diverse mostre (su Simone Cantarini, 2012; sull’arte nelle Marche nel secondo Cinquecento, 2017; su Orazio Gentileschi e la pittura caravaggesca nelle Marche, 2019; su Giuseppe Diamantini, 2021).

Informazioni e Prenotazioni

Ingresso gratuito sino ad esaurimento posti.

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